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    • Osteopata a Cagliari, studio osteopatia
    • dott. Salvo Di Giuseppe, Osteopata a Cagliari
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  • Osteopata a Cagliari



    Il Dottor Salvo Di Giuseppe T., è un fisioterapista e osteopata D.O., con un'esperienza di oltre 20 anni nel settore dell'osteopatia a Cagliari.

    Via Campo Pisano n.47, Cagliari
    Per appuntamenti: +39 328 119 1522
    Per informazioni: info.osteopata@libero.it

    Centro Medico S.Giacomo
    Via Bacelli n.33, Terralba (OR)
    Per informazioni: +39 347 935 7524

    • Percorso formativo

      Il percorso formativo del Dottor Salvo di Giuseppe, gli studi, i corsi di formazione, ecc...

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    • Esperienze

      Dal 1991 è fisioterapista presso il centro riabilitativo CTR di Cagliari, istruttore di ginnastica...

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    • Collaborazioni

      Lo studio di osteopatia di Cagliari del dottor Di Giuseppe T. si avvale della collaborazione di figure professionali...

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    • Contatti

      Lo studio di osteopatia del dottor Di Giuseppe T. si trova a Cagliari, in Via Campo Pisano n.47 a Cagliari...

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  • I Principi dell'Osteopatia


    La filosofia osteopatica, nei suoi principi, considera l’essere umano quale unità individuale la cui struttura, funzione, mente e spirito sono mutuamente e reciprocamente interdipendenti. L’osteopatia, studiando il movimento del corpo umano e delle sue singole parti, si prefigge di arrivare a comprendere, interpretare e interagire con i meccanismi che, dinamicamente, influenzano positivamente o negativamente gli aspetti anatomo-funzionali. Tale conoscenza viene desunta dall’osservazione e dall’approccio manuale, supportati e confortati dalla ricerca scientifica. Il principio olistico dell’unità corporea e dell’interazione di ogni singola parte con l’insieme costituisce il fondamento della cultura osteopatica.
    La qualità del movimento in tutte le sue forme rispecchia la qualità della vita e della salute.

    Il corpo, attraverso complessi sistemi di regolazione, provvede ad instaurare, automaticamente, in risposta ad insulti anatomo-funzionali, meccanismi di compenso che, inevitabilmente, sono pregiudiziali alla correttezza cinetica delle sue parti.
    La valutazione delle modalità di questa interazione, attraverso l’analisi delle caratteristiche funzionali e di mobilità delle singole componenti, è alla base del concetto prettamente osteopatico di “omeostasi meccanica” dei tessuti corporei, presupposto imprescindibile per il riconoscimento e l’identificazione di condizioni cinetiche suggestive di potenzialità lesiva latente oppure immediata. L’osteopata deve continuamente affinare le proprie conoscenze al fine di rendere sempre più pronta ed efficace la scelta applicativa e discriminativa del suo trattamento. Analizzando i movimenti corporei, evidenzia le limitazioni di mobilità delle singole articolazioni, considera le specifiche qualità del movimento e gli schemi posturali adottati dal paziente. Successivamente agisce manualmente, con interventi correttivi proporzionati al singolo decifit funzionale, atti a ristabilire condizioni di mobilità più fisiologiche.
    Lo stimolo meccanico conseguente al trattamento manipolativo osteopatico agisce sulle capacità reattive intrinseche residuali dell’individuo, sollecitando gli adeguamenti metabolici e funzionali dell’organismo fondamentali ad una ripresa del movimento.
    Le prescrizioni medico-farmacologiche e l’attività medico-chirurgica trovano nella metodica osteopatica un supporto atto a ridurre, attraverso il solo trattamento manuale, rispettivamente costi etempi di somministrazione e disabilità residue.
    L’Osteopatia, avvalendosi dell’applicazione manuale di un concetto olistico di mobilità, mira al ripristino del mantenimento dello stato di salute e di benessere dell’uomo.

    Il corpo umano costituisce un’unità funzionale in cui i singoli apparati si fondono, si uniscono energicamente in un contesto di unicità ed interdipendenza. Una postura scorretta, le sequele cliniche meccaniche di un evento morboso o di un trauma, generano spesso una riduzione della mobilità di una o più strutture corporee, divenendo così responsabile di un aggravio funzionale per l’organismo. La restrizione dei movimenti influenza, spesso provocando danni significativi, la naturale fisiologia dei tessuti; l’organismo risponde con adattamenti compensatori che, nel tempo possono predisporre l’insorgenza di dolore o di vere e proprie sindrome funzionali invalidanti.
    L’intervento osteopatico mira a riequilibrare manualmente struttura, funzione e postura individuando, per quanto possibile, le limitazioni del movimento segmentario e, di conseguenza, complessivo.
    Il grado di mobilità recuperato si traduce così in uno stimolo riorganizzativo ed in una ridistribuzione delle sollecitazioni meccaniche; ne consegue una riduzione degli stress articolari, minor fatica e maggior benessere peri tessuti dell’organismo.


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  • Cos'è l'Osteopatia


    L’Osteopatia è una filosofia metodologica manipolativa diagnostica e terapeutica che in Italia viene compresa tra le MNC (medicine non convenzionali). Nasce alla fine dell’ottocento negli Stati Uniti. Il suo fondatore, un medico americano di nome Andrew Taylor Still, seguì un cammino differente rispetto ai suoi colleghi contemporanei, sia nello stile di vita che nella ricerca di nuovi modi di trattare la malattia. I risultati di questa ricerca lo portarono, in opposizione per quei tempi, ad un’alternativa manuale rispetto all’abitudine di somministrare ai pazienti grandi quantità di farmaci.

    Il principio alla base della ricerca osteopatica, ed il suo sviluppo successivo, lega la salute ed il suo mantenimento al movimento sia intrinseco che estrinseco del corpo umano, sintetizzato nella frase “la vita è movimento, il movimento è vita”, che raccoglie la sintesi della sua ricerca evolutiva e afferma che attraverso la qualità del movimento è possibile indagare la qualità della vita.

    Nella qualità della dinamica con cui il sistema si esprime, si leggono gli attriti nell’impossibilità di interazione tra la persona e l’ambiente circostante. Tutti i presupposti alla base di questa affermazione implicano la possibilità cinetica interattiva dall’ambiente sugli schemi organizzativi interni al sistema e la conseguente possibilità di modificarne le dinamiche per favorire una miglior relazione ambientale. L’operatore osteopata è la parte ambientale in gradi di interagire, in senso correttivo, mediante tecniche specifiche che utilizzano il medesimo linguaggio cinetico del sistema corporeo. Still intuì la relazione tra l’equilibrio funzionale del corpo umano e la sua naturale tendenza verso la salute e l’autoguarigione affrontando i sintomi specifici inquadrati in una componente olistica indirizzata all’intera persona.

    La metodologia analitica e terapeutica in ambito osteopatico si basa sul principio di relazione tra struttura e funzione, l’obiettivo del trattamento manipolativo osteopatico è il ripristino della mobilità fisiologica, con un conseguente miglioramento del metabolismo tessutale analizzando l’interconnessione e l’influenza reciproca tra i sistemi corporei; in particolare il sistema muscoloscheletrico, in quanto strumento della vita di relazione ed espressione dello stato di salute.

    La professione osteopatica si dimostra efficace sia nell’ambito preventivo che di mantenimento dello stato di salute, oltre ad essere un valido contributo e supporto nella cura di molte affezioni patologiche.
    La metodologia osteopatica consente di realizzare e mantenere il funzionamento dell’individuo armonizzando la sua componente corporea interna integrata con le relazioni ambientali circostanti, ripristinando, sostenendo e rafforzando le capacità intrinseche dell’individuo in risposta alle sollecitazioni sia di carattere metabolico, che meccanico, che ambientale.
    Tutto quanto è vivo è in grado di convertire energie, svolgere funzioni, contrastare le influenze ambientali e manifestare in questo tutte le capacità connesse a mantenersi in buona salute.

    L’Osteopatia ricerca le restrizioni di mobilità presenti nel sistema corporeo attraverso tecniche specifiche mira al ripristino della mobilità normale o, in caso di patologie invalidanti, la mobilità residua, esclusivamente utilizzando tecniche manuali ed escludendo qualsivoglia farmaco, o mezzo chirurgico.
    L’osteopata, mediante specifiche valutazioni discriminatorie non invasive, analizza il movimento nel pieno rispetto delle conoscenze anatomofisiologiche e ne discrimina la qualità individuando le eventuali controindicazioni al trattamento.
    Valutata e studiata la mobilità complessiva del corpo e quella più specifica delle sue singole parti, individua le restrizioni dei movimenti fisiologici ed imposta un trattamento, avvalendosi di proprie e caratteristiche tecniche manuali.



  • Andrew Taylor Still, fondatore dell'Osteopatia


    Andrew Taylor Still nacque il 6 Agosto del 1828, nello stato della Virginia (USA). Il padre era un pastore metodista ed esercitava anche come medico. Still rivela fin da giovane un grande spirito di ricerca e creatività. I suoi interessi sono inizialmente rivolti all'ingegneria, in seguito verso la medicina.
    Frequenta una scuola di medicina a Kansas City, ma impara la professione da suo padre. La sua attività è tipica del medico di frontiera, frequentemente costretto a lunghi spostamenti per visitare un paziente e utilizzando mezzi terapeutici spesso inadeguati, come salassi, uso di purghe, ecc.

    Durante la guerra di secessione, svolge l'attività di medico militare. Al ritorno dalla guerra, perde tre dei suoi figli a causa di un'epidemia di meningite e un'altra figlia per una polmonite. Tutte queste esperienze, lo mettono di fronte all'impotenza della medicina dell'epoca e lo inducono a cercare un modo diverso di curare le persone.
    I suoi studi ripartono quindi dall'anatomia, pratica numerose dissezioni che lo portano ad avere una profonda conoscenza del corpo umano e delle relazioni fra le sue varie componenti. Giunge alla conclusione che molte malattie possono essere curate senza l'utilizzo di farmaci, intuisce che la chiave sta nel trovare e correggere le malposizioni anatomiche che intereferiscono con la circolazione sanguigna e l'attività nervosa.
    Nel 1874 proclama: "La regola dell'arteria è assoluta, universale. Essa non deve essere ostruita, altrimenti sorge la malattia. Il corpo umano è la farmacia di Dio ed ha in sè tutti i liquidi, farmaci, oli lubrificanti, oppiacei, acidi e antiacidi e tutti i tipi di farmaci che la saggezza di Dio ha pensato necessari alla felicità dell'uomo ed alla sua salute".

    Comincia a trattare i suoi pazienti con successo utilizzando questa metodica che nel frattempo continua a perfezionare.
    Come tutti gli innovatori, incontra molte resistenze fra i colleghi e nella società, ma la sua convinzione in ciò che sta facendo gli permette di proseguire per la sua strada.

    Decide di chiamare "Osteopatia" questo suo metodo terapeutico. Spiega lui stesso il perché: "Ho ragionato così: le ossa sono il punto di partenza che ritengo sia la causa delle condizioni patologiche. Ho combinato ὀστέον, -ου, τὸ [osteon] (osso) con pathos (sofferenza) ed ho ottenuto come risultato osteopatia".

    Nel 1892, fonda la prima scuola di osteopatia a Kirksville (Missouri), The American School of Osteopathy, la cui prima classe è costituita da cinque donne e sedici uomini. Fra questi ci sono anche tre figli di Still ed un suo fratello.
    Negli anni successivi, le iscrizioni aumenteranno notevolmente. Nel 1895 venivano visitate più di 400 persone al giorno presso gli studi osteopatici di Kirksville.

    Nel 1897 scrive la prima edizione della sua autobiografia alla quale seguiranno altri libri (ricordiamo "Philosophy of Osteopathy", "Philosophy and mechanical principles of osteopathy", "Osteopathy, research and practice", recentemente tradotti in italiano), tuttora letti con interesse dagli osteopati di tutto il mondo ed ancora fonte di ispirazione.

    Il Vecchio Dottore, come lo chiamano affettuosamente i suoi allievi, muore il 12 dicembre 1917, all'età di 89 anni.

    La tradizione riferisce che le sue ultime parole siano state: "Mantenetela pura, ragazzi. Mantenetela pura". Non sappiamo se è vero, ma il suo amore verso la sua creatura ci porta a credere che lo abbia almeno pensato.

    La storia dell’Osteopatia
    La storia dell'osteopatia è strettamente collegata, nelle sue fasi iniziali, alla vita di Still. La "data di nascita" dell'osteopatia è il 22 giugno del 1874, quando Still dichiara di sventolare la bandiera dell'osteopatia e ne enuncia i principi. Nel 1892 fonda la prima scuola. La storia dell'osteopatia è contrassegnata dal continuo sviluppo teorico e tecnico, sia per l'evoluzione delle conoscenze neurofisiologiche, sia per le sperimentazioni di alcuni osteopati sulle varie possibilità di correggere le lesioni osteopatiche (le limitazioni di movimento delle articolazioni). Questo ha anche portato allo sviluppo di diverse metodologie di approccio al paziente e modi differenti di interpretare il messaggio di Still. Alcuni hanno dato più importanza all'aspetto articolare basando in questo senso il tipo di trattamento, altri si sono orientati anche in altre direzioni (fasce connettivo, cranio, visceri, fluidi, ecc...). Questo, se da un lato ha creato incomprensioni all'interno del mondo osteopatico, dall'altro ha reso ancora più affascinante la materia.

    Il caso più eclatante è la teoria del meccanismo respiratorio primario e del movimento delle ossa craniche, elaborati all?inizio del 20° secolo da William Garner Sutherland, allievo di Still. Sutherland applicò le teorie dell'osteopatia al campo cranico basandosi sull'intuizione che le suture delle ossa craniche fossero conformate in modo da permettere un movimento minimo, simile a quello delle ruote dentate di un finissimo ingranaggio, non percepibile visivamente. La sua teoria incontrò l'ostilità della maggior parte degli osteopati, soprattutto per la mancanza di mezzi scientifici che potessero avvalorare la sua ipotesi. Fra i suoi principali allievi ricordiamo R. Becker, T. Schooley, A. Wales, V. Frymann. Oggi è possibile dimostrare e confermare vari aspetti della sua teoria e l'esperienza clinica ne dimostra ampiamente l'efficacia. Ciononostante, trova ancora resistenze all'interno del mondo osteopatico.
    I contributi all'osteopatia sono venuti anche da scienziati, come il Dr. Irwin Korr neurofisiologo, il quale ha dato un importante contributo nel campo della neurofisiologia, per cercare di spiegare le conseguenze delle lesioni osteopatiche.
    Citare tutti gli osteopati che hanno dato un contributo alla crescita dell’osteopatia sarebbe impossibile, ma oltre a Sutherland altri osteopati hanno aperto strade fino ad allora sconosciute o poco approfondite, come ad esempio Mitchell, Jones, Jealous, Barral, Tricot, Chaffour.



  • I Trattamenti dell'Osteopata

    • Le tecniche ed il trattamento osteopatico sono interagibili, ma non sono sovrapponibili, a quelli di altre figure professionali operanti in ambito socio-sanitario, e tendono ad un sostanziale riequilibrio funzionale, non mirato alla semplice soppressione del sintomo. Le sinergie tra Osteopatia ed altre figure professionali sanitarie hanno spesso permesso di ridurre tempi e costi relativi al trattamento di affezioni e disagi che, a volte, non trovano risposte soddisfacenti da altri mezzi terapeutici.

      L’osteopata viene utilizzato, in particolare, per la cura delle affezioni dolorose dell’apparato muscolo-scheletrico, ma si rivela spesso efficace, sia in termini di trattamento che di profilassi delle complicanze, in molti altri disturbi funzionali di carattere posturale, viscerale e psicosomatico la cui eziologia consenta, sia una gestione osteopatica autonoma, che la collaborazione multidisciplinare con altre figure professionali.

      L’analisi funzionale osteopatica ed il conseguente percorso metodologico deduttivo con l’affermazione di una strategia finale di trattamento nulla hanno a che vedere con la diagnostica medica, poiché si avvale, sia di una diversa metodica valutativa che di un linguaggio e di una interpretazione propri.

      E’ da sottolineare come la raccolta delle informazioni inerenti la storia funzionale e clinica del paziente non miri ad una conclusione diagnostica, di naturale pertinenza medica, bensì all’esclusione di aspetti patologici che costituiscano controindicaizone al trattamento osteopatico.

    Collaborazioni

    Lo studio di osteopatia di Cagliari del dott. Di Giuseppe T. si avvale della collaborazione di figure professionali quali Fisioterapista Mezieres (specifico per il trattamento dei disturbi posturali della colonna nell'età evolutiva e adolescenziale quali scoliosi, ipercifosi e dimorfismi vari della colonna), la collaborazione di omeopati e kinesiterapisti, qualora necessario, per coadiuvare il trattamento di osteopatia.

  • Percorso formativo

    • Nato a Cagliari il 19 febbraio 1965, vive tutt'oggi a Cagliari

      1965

    • Diploma superiore tecnico

      1986

    • Corso Primo Soccorso (CRI Cagliari)

      1988

    • Diploma di Terapista della Riabilitazione presso la USL 20 Cagliari

      1991

    • Corso terapeutico conoscitivo "Perfetti" di 1° e 2° livello (CTR Cagliari)

      2000

    • Corso Kinesiterapia Respiratoria (CTR Cagliari)

      2000

    • Diploma di OSTEOPATIA rilasciato dal ROI (CERDO Roma)

      2001

    • Corso post graduate “Tecniche Manipolative a Leva Corta” (CERDO Roma)

      2003

    • Conseguimento della Laurea in Fisioterapia (Università di Chieti - Pescara)

      2007

    • Corso post graduate “Linee Meccaniche Osteopatiche” Paul Chaffour di 1°, 2°, 3° e 4° livello

      Dal 2006 al 2008

    • Osteopatia in ambito Somato Emozionale Jean Dominique Moll di 1° livello

      2010

  • Esperienze professionali

    • Dal 1991, fisioterapista presso il Centro Riabilitativo CTR di Cagliari
    • Istruttore di ginnastica dolce a Cagliari dal 1997 al 2001
    • Studio professionale di osteopatia a Cagliari dal 1998
    • Osteopata presso il centro termale FORTE VILLAGE di Pula (Cagliari) dal 2002 al 2004
    • Collaborazioni varie con omeopati e fisioterapisti Mezieres a Cagliari

    Links

    • CTR Centro Fisioterapico di Cagliari
    • Metodo Mezieres
  • Mappa & Contatti

    Studio Osteopatia del Dottor Salvo di Giuseppe T.
    Via Campo Pisano 47
    09121 Cagliari (CA)

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